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“Plan of East Boston” by Norman B. Leventhal Map Center is licensed under CC BY 2.0

“Dal Brasile a Boston: una trasformazione”

Alessandra Torres

Abstract

This composition started as an assignment for my Italian III Language and Culture class, but it quickly became a lot more than just a writing assignment once I decided to share pieces of my upbringing with a larger audience. Through memorable experiences and personal realizations, I examine how the journey from our motherland to the United States, alongside the process of assimilation, shaped my family into who we are today.

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Essay

“Brazil Grunge Flag” by Nicolas Raymond is licensed under CC BY 2.0
“Brazil Grunge Flag” by Nicolas Raymond is licensed under CC BY 2.0

È un viaggio di più di 4.000 miglia quello dal Brasile a Boston. È un viaggio molto difficile e lungo. È la strada che io e i miei genitori abbiamo scelto, all’inizio con tanta paura, ed oggi molto orgoglio. I miei genitori hanno deciso di abitare negli Stati Uniti invece che in Brasile perché la vita in Brasile non era facile: non c'era lavoro e i soldi non erano sufficienti nemmeno per avere acqua, cibo, vestiti.

Io e i miei genitori siamo nati a Itambacuri, Minas Gerais in Brasile. Itambacuri è una città molto piccola e rurale. Quasi tutti i residenti si conoscono. Questa è una cosa buona perché i le persone si sentono più sicure; ma allo stesso tempo non è l'ideale abitare in un piccolo villaggio perché ci sono sempre molti pettegolezzi. Io non ricordo molto del Brasile perché ero molto piccola quando siamo partiti.

Avevo tre anni quando siamo arrivati in America. Quando ero bambina io ricordo che i miei genitori erano molto protettivi e severi. Credo che loro fossero così perché io ero la primogenita. Quando avevo dieci anni, la mia sorellina, Stephanie, è nata a Boston. La sua nascita era molto importante per me perché da bambina io volevo avere una sorella o un fratello. Mia madre e mio padre sono diventati meno severi con mia sorella. Anche se devo dire che la mia infanzia era molto divertente. Io giocavo, ballavo e guardavo sempre i cartoni animati. Sono cresciuta con la mia cugina preferita, Leticia. Lei è una sorella per me. Noi giocavamo insieme e andavamo a scuola con i nostri amici quando eravamo piccole. Leticia è la figlia di mio zio, il fratello di mio padre. Io sono grata che noi non siamo nate e cresciute dopo l’anno duemila dieci, perché oggi i bambini non giocano mai fuori, all’aperto. A loro piace giocare molto con i videogiochi o gli oggetti elettronici e molti genitori non dicono “no!” Anche mia sorella chiede sempre “mi puoi comprare un iPhone?” Io dico sempre “no!” perché lei è troppo giovane e immatura, e io voglio che lei abbia un’infanzia divertente e vivace, proprio come la mia. Oggi mia sorella ha dieci anni. Stephanie mi ricorda me, da bambina, perché è molto socievole e vivace, proprio come ero io: non avevo paura di parlare con le persone che non conoscevo.

“Plan of East Boston” by Norman B. Leventhal Map Center is licensed under CC BY 2.0
“Plan of East Boston” by Norman B. Leventhal Map Center is licensed under CC BY 2.0

In questi anni io frequento l’università di Massachusetts Lowell e vivo a Lowell con i miei coinquilini, che sono studenti come me. Quando non c'è scuola, io abito con i miei genitori e Stephanie a East Boston; il nostro appartamento non è molto grande ed elegante, ma mio padre vuole comprare una casa alla fine dell’anno. Lui vuole comprare una casa a Revere, una città vicino a Boston. Io penso che sia difficile lasciare il nostro appartamento, ma vale la pena abitare in una casa tutta nostra.

La mia famiglia è molto grande e affiatata. Io ho più di dieci cugini e zii. I miei genitori, Elessandro e Neide, sono sposati da venti anni. Io ho molti parenti che ancora oggi abitano in Brasile, ma ho anche molti parenti che oggi abitano qui negli Stati Uniti. I parenti che vivono qui non abitano molto distante da me. Per esempio, la mia madrina, che è anche mia zia, la sorella di mia madre, abita a Elizabeth, in New Jersey. Questa città non è lontana. Un viaggio da Boston a Elizabeth in macchina è di quasi quattro ore. Mi piace avere molti parenti qui in America. Grazie a loro, è stato più facile per me e per i miei genitori abituarsi a vivere in un nuovo paese quando siamo arrivati. Per esempio, mia madre imparava e memorizzava sempre l’inglese quando lavorava con mia zia. Loro pulivano le case di molte famiglie americane a Boston e nelle città vicine. Io ricordo che mia mamma partiva da casa per andare a lavorare alle otto della mattina e tornava a casa alle sei di sera.

Io so che i miei genitori hanno lavorato molto per me e per la mia sorellina, per farci vivere una vita migliore. Quando ero piccola, ricordo che non mi piaceva il fatto che non fossi americana. Io non ero orgogliosa di essere brasiliana. Mi sentivo sempre triste e provavo vergogna perché i miei genitori non parlavano l’inglese molto bene. Ma oggi io sono molto differente. Oggi sono molto orgogliosa di essere brasiliana e straniera. Sono orgogliosa del mio passato e di tutte le mie esperienze. Sono orgogliosa di essere bilingue. I miei genitori sono stati molto coraggiosi e ho imparato molto da loro sulle speranza e sui valori. Loro sono una grande ispirazione per me.

Biographical Statement

My name is Alessandra Torres and I am a junior majoring in Criminal Justice and minoring in Italian Studies. I was born in Itambacuri, a rural town in Brazil. I arrived to the United States at the age of three with both of my parents, Neide and Elessandro, in September, 1999. For most of my upbringing, we lived in different apartments in East Boston, MA, but I remember living in a few other surrounding cities and neighborhoods, such as Revere and Orient Heights. Although I do not recall much from when I left Brazil, my parent’s stories help me understand and visualize the obstacles they overcame to help my sister and I find success. Upon graduating from UMass Lowell, I intend on applying to law school and becoming an immigration and human rights attorney, for I hope to aid others in situations similar to the one my parents and I once found ourselves in.